<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
    xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
    xmlns:admin="http://webns.net/mvcb/"
    xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
    

    <channel>
    
    <title>Agribosco Blog IT</title>
    <link>http://www.agribosco.com/index.php?/blog/</link>
    <description></description>
    <dc:language>it</dc:language>
    <dc:creator>mcinti@agribosco.com</dc:creator>
    <dc:rights>Copyright 2012</dc:rights>
    <dc:date>2012-03-18T09:32:25+00:00</dc:date>
    <admin:generatorAgent rdf:resource="http://expressionengine.com/" />
    
    

    <item>
      <title>Ciao Gino</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/ciao_gino/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/ciao_gino/#When:09:32:25Z</guid>
      <description>Un caro Amico ci ha lasciati. Gino Girolomoni ha abbandonato questa vita terrena per riabbracciare la sua amata moglie Tullia Romani lo scorso Venerdi&amp;rsquo; 16 Marzo. Ogni parola, frase, pensiero &#45; anche il pi&amp;ugrave; erudito e raffinato &#45; non basterebbero per descrivere un uomo della sua levatura. I suoi figli, la sua famiglia tutta, gli amici e i collaboratori della Cooperativa Alce Nero, tutti quanti noi perdiamo improvvisamente una guida, uno spirito forte, discreto, pieno di intelletto, ma soprattutto perdiamo l&amp;rsquo;amore che sapeva donare. Gino ci mancherai.</description>
      <dc:subject></dc:subject>
      <dc:date>2012-03-18T09:32:25+00:00</dc:date>
    </item>

    <item>
      <title>Legumi senza patente&#8230;.</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/legumi_senza_patente/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/legumi_senza_patente/#When:02:50:37Z</guid>
      <description>&amp;nbsp;

	Carissimi amici, torno di nuovo a scrivere sul nostro blog per comunicare a tutti che Agribosco e il Consorzio AgroBiologico Agribosco sono totalmente estranei ai fatti emersi dall&amp;rsquo;indagine dei NAS di Perugia, che ha portato al sequestro di un grande ammontare di cereali e legumi e alla chiusura di un opificio di confezionamento degli stessi.

	La precisazione era &amp;ndash; io ritengo &amp;ndash; dovuta visti gli articoli usciti sui mezzi di stampa che riportano i fatti accaduti senza ascriverli ad alcun soggetto. Comprensibilmente un legittimo sospetto verso di noi poteva nascere in taluni lettori, quindi con queste poche righe sgombro il campo da dubbi e ribadisco che Agribosco non &amp;egrave; stata in alcun modo toccata dall&amp;rsquo;indagine dei NAS di Perugia, che anzi ringraziamo pubblicamente per il lavoro svolto, sempre a tutela del consumatore e delle aziende operanti in modo conforme alla legge.</description>
      <dc:subject></dc:subject>
      <dc:date>2012-01-14T02:50:37+00:00</dc:date>
    </item>

    <item>
      <title>Mele bucate e mele marce</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/mele_bucate_e_mele_marce/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/mele_bucate_e_mele_marce/#When:20:03:25Z</guid>
      <description>Tutti sanno che i prodotti biologici, sopratutto la frutta e la verdura fresca, se autenticamente biologici, hanno un sapore ed un aspetto diverso dai prodotti che siamo abituati a trovare negli scaffali dei supermercati. Personalmente credo che i prodotti bio hanno un sapore decisamente migliore, mi permetto di dire, pi&amp;ugrave; vero! Sono tuttavia quasi sempre distinti da un aspetto non troppo accattivante per l&amp;rsquo;occhio del consumatore moderno perche&amp;rsquo; troppo &amp;ldquo;imperfetti&amp;rdquo;, pi&amp;ugrave; piccoli per dimensione e a volte leggermente corrotti, bucati da qualche vermicello.... Avete letto bene: a volte possiamo trovare delle mele Biologiche bucate dall&amp;rsquo;azione naturale di qualche insetto, ma non troveremo mai negli scaffali del Bio, quello autentico&amp;nbsp;voglio sottolinearlo, delle mele marce.
	Purtroppo, pero&amp;rsquo;, certe mele marce c&amp;rsquo;erano eccome e la Guardia di Finanza, con un&amp;rsquo;operazione conclusa questa mattina, ha portato alla luce un intreccio di interessi e malversazioni che veramente poco hanno a che fare con chi crede veramente in un modo diverso di nutrirsi, di coltivare, di vivere.... Per chi crede davvero nell&amp;rsquo;agricoltura Biologica. Un intreccio di interessi, appunto, che non risparmia ne aziende operanti nel settore ne un ente di certificazione, a quanto pare, compiacente.

	Agribosco non e&amp;rsquo; stata chiaramente interessata dalla vicenda e non utilizza i servizi dell&amp;rsquo;ente di certificazione del biologico sotto inchiesta. Agribosco e&amp;rsquo;, lo sapete bene amici miei, una autentica filiera biologica che parte dal lavoro di oltre 130 coltivatori Bio Italiani e arriva ad oltre 150 prodotti pronti per il consumo e disponibili in moltissimi negozi in Italia e all&amp;rsquo;estero.

	Oggi piu&amp;rsquo; cha mai credo sia fondamentale creare un collegamento diretto tra produzione agricola e consumo finale. A tal proposito abbiamo in mente la creazioni di occasioni di incontro qua da noi in Umbria per rinsaldare il legame vero e autentico con i nostri amici clienti e per mostrare con trasparenza l&amp;rsquo;esistenza di un Biologico vero ed autentico.

	Un plauso quindi alla Guardia di Finanza per la sua opera di correzione della illegalit&amp;agrave;. Da parte nostra tutto lo sforzo possibile per dimostrare che, anche nelle preoccupazioni di oggi, esiste un Biologico di cui vale la pena di fidarsi.

	Un abbraccio a tutti,
	Marzio Presciutti Cinti</description>
      <dc:subject>Miscellanea</dc:subject>
      <dc:date>2011-12-06T20:03:25+00:00</dc:date>
    </item>

    <item>
      <title>Agribosco al Biofach, where organic people meet!</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/agribosco_al_biofach_where_organic_people_meet/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/agribosco_al_biofach_where_organic_people_meet/#When:13:51:14Z</guid>
      <description>Oggi a Norimberga è iniziata una nuova “puntata” dell&#8217;evento fieristico più atteso dal popolo del Biologico il Biofach e Agribosco non poteva che rispondere presente!
A dire il vero, questa prima mattinata di fiera non si è contraddistinta per numero di presenze, ma siamo comunque confidenti di tirare buone somme al termine dei 4 giorni di show.

Siete dunque tutti invitati al nostro stand halle 4 – 250. Sarà un piacere accogliervi.</description>
      <dc:subject>Distribuzione, Marketing</dc:subject>
      <dc:date>2010-02-17T13:51:14+00:00</dc:date>
    </item>

    <item>
      <title>Il Biologico è un bluff? Risposta a Stefano Bonilli</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/il_biologico_e_un_bluff_risposta_a_stefano_bonilli/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/il_biologico_e_un_bluff_risposta_a_stefano_bonilli/#When:14:42:00Z</guid>
      <description>Di seguito il mio intervento ad un post del paperogiallo.net. Spero sia di vostro interesse e prego chiunque ne abbia voglia di dire la sua.

Ciao Stefano, si può essere più o meno d’accordo con quanto scritto nel tuo post o nei commenti dei tuoi lettori, è tuttavia fuor di dubbio che quelle righe elencano puntualmente i timori, le aspettative e le perplessità della gente (la parola consumatore non mi è mai piaciuta) rispetto al mondo del Biologico.
A scanso di equivoci e per non nascondere a nessuno l’origine della mia riflessione mi presento. Mi chiamo Marzio Presciutti Cinti e sono il direttore generale di Agribosco, un consorzio di agricoltori, ma soprattutto un gruppo di persone impegnate nell’agricoltura biologica da più 20 anni. Siamo gente abituata a confrontarsi quotidianamente con le coltivazioni, con i cicli naturali della terra, ma che ha saputo costruire sulla sua vocazione agricola una vera e propria industria agroalimentare presente ad oggi con il suo marchio in 15 paesi, su 4 continenti.
Chiarito quindi da quale parte sto, lasciami fare alcune considerazioni.

La prima: questi enti certificatori del biologico sono affidabili? La domanda ricorre spesso tra i commenti e molti, da buoni Italiani, sono diffidenti, ma come dare torto a questo sentimento? Esistono più di 20 certificatori del biologico in Italia, forse troppi, e comprendo che qualcuno possa pensare che…magari, certe volte, per interessi privati, qualcuno di questi possa chiudere “un occhio” sui controlli e così legittimare un extraprofitto dell’imprenditore. Nonostante questo configuri dei reati, tra cui la frode alimentare, punibili molto pesantemente in Italia, posso capire che qualcheduno possa pensare male. 
Proprio per questo, anche se sono convintissimo dell’integrità morale e professionale di tutti gli enti certificatori del biologico, ritengo io per primo che il semplice “marchietto” BIO sulla confezione non basti più, ed è necessario fornire altre garanzie. Ecco quindi che la reputazione di ogni singolo operatore diventa il primo livello di competizione e questa si sostanza solo attraverso un certo volume di informazioni divulgate al mercato, siano essere autoreferenziali, ma anche e soprattutto reperite “dal basso” da chi cioè tocca con mano l’azienda, assaggia il prodotto, si crea una sua libera ed indipendente  idea sull’operatore e la riporta dove altri possano prenderne visione. Il web volume 2, come qualche volta sento chiamare strumenti di relazione diretta tra utenti di internet (blog, social network ecc…) può lavorare perfettamente a questo scopo.&amp;nbsp; 

In secondo luogo: l’orto di casa, il contadino di fiducia, oppure…..? L’origine del prodotto, la localizzazione delle zone di coltivazione, in altre parole la famosa rintracciabilità della filiera agroalimentare è – secondo la nostra visione – un elemento imprescindibile al punto che sono convinto che “non esiste Bio senza rintracciabilità di filiera”. 
Chi compra Bio non “ingurgita” ciò che la grande distribuzione mette sullo scaffale (vedi mio post “il rifiuto della greppia del consumo”), ma al contrario è attentissimo a quello che acquista, esige di essere consapevole di quello che mangia lui e la sua famiglia. 
Come qualcuno prima di me ha sottolineato, che senso ha acquistare un prodotto Bio se questo è coltivato vicino ad una autostrada, ad una fabbrica, magari una fabbrica cinese? Anche se il disciplinare Bio non impone di riportare in etichetta la provenienza dei prodotti, anche se la legge italiana non impone di comunicare al consumatore la provenienza di quello che mangiamo per molte categorie di prodotti, io ritengo che sia un preciso dovere di ogni produttore Bio quello di riportare chiaro in etichetta dove è stato coltivato quel prodotto e chi l’ha coltivato. Proprio per soddisfare questo bisogno, Agribosco riporta sul fronte etichetta la Carta di Identità del Prodotto.

In terzo luogo: OGM o sementi antiche? Questo è un ambito di discussione molto vivo e intorno al quale girano interessi enormi delle multi&#45;nazionali titolari dei brevetti dei semi modificati. Non credo che nessuno abbia la verità in tasca e quindi non voglio spendere semplici giudizi sull’argomento. Mi limito solo a dire che tra il certo e l’incerto scelgo il certo ed anzi lo promuovo. Da anni, in collaborazione con importanti istituti di ricerca, studiamo varietà antiche, mai modifica dell’opera dell’uomo e patrimonio dell’umanità. Abbiamo scelto di coltivare in Biologico sementi antiche perché pensiamo che la salubrità del prodotto passi anche per la sua struttura genetica, quella ce ha deciso madre natura, la stessa sulla base della quale anche il nostro corpo, in secoli di evoluzione, si è modellato.

In quarto luogo: mangiare Bio impatta positivamente sulla salute? La Food Standard Agency sembra tanto sicura nell’affermare che ingurgitare minuscole tracce di diserbanti sia poco rilevante per la salute pubblica. Io non so cosa significhi per loro “minuscole” e non voglio neanche citare tutta la letteratura scientifica che si è interessata dell’argomento e ha tratto conclusioni opposte alla  Food Standard Agency. Vorrei solamente riportare quanto ho verificato con i miei occhi. Prima che noi iniziassimo a coltivare in Biologico, anche qua a Gubbio si utilizzavano concimi chimici e diserbanti. Ebbene, in quel tempo la fauna selvatica era veramente molto scarsa e non a causa delle doppiette. Molti animali come lepri, quaglie, fagiani venivano ritrovati morti perché si nutrivano in campi sottoposti a trattamenti chimici. Oggi che moltissimi hanno aderito al nostro consorzio di agricoltori biologici il diserbo è una pratica non più utilizzata e guarda caso, pur essendo aumentato il numero dei cacciatori, la fauna selvatica è tornata numerosa. Secondo voi questo vuol dire qualcosa? D’accordo, un uomo non pesa pochi kilogrammi come una lepre, ma mangia anche notevolmente di più di una lepre. A voi la riflessione.

Ho scritto già molto e spero di non averti tediato Stefano. La passione di questi temi mi porta inevitabilmente alla prolissità. Spero che le mie righe non vengano interpretate come uno spot pubblicitario, ma siano prese esclusivamente come la descrizione un’esperienza, per noi importante, ma spesso poco conosciuta. E’ vero, esiste “Bio e Bio”, ed a volte è difficile districarsi in questo ginepraio, ma questo sforzo è necessario ed importante per formare la propria consapevolezza di consumo, per realizzare un acquisto responsabile.

Marzio Presciutti Cinti</description>
      <dc:subject></dc:subject>
      <dc:date>2009-08-11T14:42:00+00:00</dc:date>
    </item>

    <item>
      <title>Tanto caldo, un bene per i nostri cereali</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/tanto_caldo_un_bene_per_i_nostri_cereali/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/tanto_caldo_un_bene_per_i_nostri_cereali/#When:16:35:00Z</guid>
      <description>So che questo caldo ti sta infastidendo, ma sapessi quanto bene fa alla raccolta dei cereali. Ci aspettiamo una buona qualità, ti aggiornerò presto dei risultati in campagna.</description>
      <dc:subject></dc:subject>
      <dc:date>2009-07-18T16:35:00+00:00</dc:date>
    </item>

    <item>
      <title>Il rifiuto della “greppia del consumo”</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/il_rifiuto_della_greppia_del_consumo/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/il_rifiuto_della_greppia_del_consumo/#When:15:29:01Z</guid>
      <description>Come credo saprete, uno dei fattori che differenziano Agribosco nel mercato Italiano del Biologico è la nostra ostinata volontà di distribuire autonomamente ciò che produciamo presso punti vendita indipendenti. Questa scelta è dettata da principi fondanti la nostra stessa attività, dal modo in cui noi intendiamo essere impresa. Questo vuol dire puntare su produzioni di altissimo livello qualitativo, bilanciare opportunamente le remunerazioni degli attori che compongono la filiera di produzione, ma al tempo stesso proporci sul mercato a prezzi competitivi, tali da offrire un “biologico democratico”, alla portata di tutte le tasche. In quest’ottica, appunto, abbiamo sempre evitato di entrare nei cataloghi dei vari distributori del Bio, eliminando un “passaggio” nella distribuzione così da trasferire quanto più valore possibile al negoziante e quindi al consumatore.

Devo ammettere che spesso questa nostra aspirazione, qualcuno la chiama “presunzione”, viene mortificata proprio dai grandi distributori del Biologico che grazie  una maggiore presenza e peso commerciale sui negozi del biologico riescono ad imporre determinate scelte di acquisto, come d’altronde è logico che sia.
Al tempo stesso, però, non posso che trovare conforto e stimolo al nostro lavoro negli oltre 110 negozi nostri clienti in Italia e in manifestazioni di apprezzamento circa la qualità dei prodotti che realizziamo che copiosi ci pervengono dal nostro sito web.

In particolare, oggi vi parlerò di una Signora che chiaramente non posso nominare, ma che orgogliosamente vorrei definire nostra “amica consumatrice”. Proprio per alcune nostre inefficienze commerciali e distributive non siamo, purtroppo, capillarmente presenti su tutto il territorio nazionale e, anche dove lo siamo, spesso i nostri clienti negozianti non possono offrire tutto ciò che produciamo, l’intero catalogo. E’ capitato dunque che questa “amica consumatrice” ha acquistato certi nostri prodotti (per la precisioni dei legumi in brodo vegetale) e avendoli apprezzati ha deciso per il loro riacquisto. Purtroppo, il punto vendita al quale si rivolse ne era momentaneamente sprovvisto e questa nostra amica ha opportunamente deciso di contattarci direttamente così da risolvere la sua domanda. Per parte nostra, ci siamo chiaramente mossi in fretta per risolvere il problema e, grazie anche alla solerzia del negoziante, è stato possibile soddisfare la richiesta della nostra “amica consumatrice”.

Ebbene, vorrei prendere spunto da questo episodio, che mi ha sinceramente riempito di soddisfazione e inorgoglito, ripagando ampiamente i mille sforzi che ogni giorno tutti noi mettiamo nel nostro lavoro, per tirare alcune riflessioni.
In primo luogo, mi sento di dire che chi mangia Biologico non lo fa per moda o per status (come ancora qualcuno sostiene), ma per una scelta meditata e consapevole di voler nutrire se stessi e le proprie famiglie con cibi sani, controllati e qualitativamente buoni. Sono l’esatto opposto di donne e uomini alla “greppia del consumo di massa”, quella variabile incontrollabile e numericamente crescente che fa saltare i modelli matematici e le logiche di “posizionamento a scaffale”, tempistiche medie di acquisto del prodotto ecc… tipiche della grande distribuzione. Non acquistano quello che il punto vendita gli propone per il solo fatto di essere pronto per l’acquisto, senza problemi, diretto, facile….., bensì esprimono il loro potere d’acquisto in modo informato ed estremamente critico. 
Dalle fondamenta di questa idea che trova sempre più riscontro nel mio lavoro quotidiano ricaviamo la linfa per fare sempre meglio, per migliore costantemente processi e prodotti, per essere sempre più vicino al consumo e disponibili a soddisfare le richieste dei nostri clienti.

Grazie quindi alla nostra “amica consumatrice”, a tutti quelli che mi scrivono per sapere di più su di noi, a tutti quelli che leggono questo blog, a tutti quelli che fanno del consumo alimentare una questione di cultura, riaffermazione del nostro essere italiani consapevoli e non bestie alla greppia del consumo.

Marzio</description>
      <dc:subject>Distribuzione, Marketing</dc:subject>
      <dc:date>2009-03-08T15:29:01+00:00</dc:date>
    </item>

    <item>
      <title>Il Farro di Sant’Anna</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/il_farro_di_santanna/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/il_farro_di_santanna/#When:23:57:00Z</guid>
      <description>E’ con orgoglio che vorrei parlarvi di un articolo uscito su Vita in Campagna, redatto dal Dott. Pasquale Codianni, che parla del Farro di Sant’Anna, uno dei “cereali antichi” che Agribosco ha riportato in purezza e che compone alcune delle nostre miscele destinate alla produzione di Pasta di Farro.
La ricerca,&amp;nbsp; iniziata oltre 10 anni fa e sempre condotta in collaborazione con il Centro per la Cerealicoltura di Foggia, ha interessato oltre 450 diverse varietà di Farro Triticum Dicoccum, su cui sono stati verificati numerosi parametri qualitativi, tra cui i valori nutrizionali, la resa produttiva in campo, l’attitudine a vari processi di trasformazione. 
E’ importante sottolineare che il progetto ha soltanto studiato le centinaia di varietà di Farro che avevamo a disposizione e non è in alcun modo intervenuto sulla struttura genetica dei semi. In altre parole, non abbiamo in alcun modo alterato la natura della cariosside, che è rimasta esattamente come 2000 anni fa; siamo invece riusciti a prendere solo le migliori varietà di Farro destinate alla pastificazione, piuttosto che alla realizzazione di zuppe, di prodotti da forno, ecc…
Non voglio aggiungere altro all’articolo che vi metto in allegato. Buona lettura.

Purtroppo ho dei problemi con il sistema di gestione del sito e non riesco ad allegare l&#8217;articolo. Chiunque fosse interessato mi può scrivere a mcinti@agribosco.com e provvederò ad inoltrare il testo personalmente. Scusate per l&#8217;inconveniente.

Marzio</description>
      <dc:subject>Sementi Antiche</dc:subject>
      <dc:date>2009-02-08T23:57:00+00:00</dc:date>
    </item>

    <item>
      <title>Monte Cucco aria di casa</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/monte_cucco_aria_di_casa/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/monte_cucco_aria_di_casa/#When:02:52:00Z</guid>
      <description>Oggi concedetemi un post un po’ nostalgico di casa. Qua a New York si può trovare di tutto, o meglio, si può acquistare di tutto. Certo però questi paesaggi, l’aria frizzante del Monte Cucco, l’acqua fresca pura e incontaminata delle nostre sorgenti….. bè queste cose sono veramente uniche, insostituibili. 

Oggi voglio condividere con voi la bellezza del Monte di Sigillo, del Parco Naturale Regionale del Monte Cucco, cornice di tutte le mie mattine Italiane e casa della nostra azienda.

Un grazie fclaudio 1965, autore, a mio giudizio, di un ottimo filmato.

Marzio</description>
      <dc:subject>Campagna</dc:subject>
      <dc:date>2009-02-04T02:52:00+00:00</dc:date>
    </item>

    <item>
      <title>L’Energia verde di Obama</title>
      <link>http://www.agribosco.com/blog/articolo/lenergia_verde_di_obama/</link>
      <guid>http://www.agribosco.com/blog/articolo/lenergia_verde_di_obama/#When:01:21:00Z</guid>
      <description>Obama non ha perso tempo e si è messo subito al lavoro con i propri collaboratori per redigere le linee guida del piano “Energia Verde” promesso durante la lunga campagna elettorale americana.
Gli obiettivi sono dichiaratamente tre: 1) rendere l’America meno dipendente dalle importazioni di petrolio e altri combustibili di origine fossile; 2) sviluppare una nuova industria dell’energia verde capace di creare posti di lavoro; 3) contribuire alla riduzione dei gas serra, una delle cause del riscaldamento globale del pianeta.

I programmi della nuova amministrazione prevedono quindi misure di incoraggiamento e sviluppo nella produzione di energie pulite, finanziamenti pubblici per la costruzione di centrali eoliche o fotovoltaiche, contributi al miglioramento dell’isolamento termico degli edifici, l’offerta di crediti di imposta per l’acquisto di auto ibride…. Insomma, tanti argomenti di cui abbiamo sentito parlare decine di volte anche dai politici nostrani, spesso però non solo parole, ma fatti concreti anche in Italia, nonostante – lasciatemelo dire – le odiose ostruzioni dell’ambientalismo del NO.

Quello che però colpisce in Obama è la capacità di comunicare la sua profonda convinzione dell’opportunità di investire, di ricercare, di sviluppare queste fonti energetiche alternative perché potenzialmente capaci di alterare i paradigmi dell’economia attuale, così profondamente scossa dalla crisi economica. Un nuovo “capitalismo verde”, che crea valore senza distruggerne altro, che produce senza inquinare, anzi tutelando il futuro delle generazioni future. Un sogno, una sfida che ci contagia tutti e che ci fa sperare che anche in Italia spiriti animali concorrano al “capitalismo verde”, diventino avanguardisti della tecnica, protagonisti del nuovo mondo.

Marzio Presciutti Cinti</description>
      <dc:subject></dc:subject>
      <dc:date>2009-01-29T01:21:00+00:00</dc:date>
    </item>

    
    </channel>
</rss>