L’azienda Agribosco Srl ha partecipato alla fiera TuttoFood di Milano (08-11 maggio 2017) grazie anche al sostegno dei Fondi “POR FESR Umbria 2014-2020 – Az. 3.3.1
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Il Khorasan (triticum turanicum), in molti lo conoscono e in molti lo confondono



Il Triticum turanicum, detto anche frumento orientale, grano Khorasan o grano turanicum, è una specie di frumento il cui nome riporta alla regione iraniana dove fu descritto nel 1921, e dove ancora oggi viene coltivato. In realtà, si ritiene che il grano Khorasan abbia origine egiziana e sia stato rinvenuto nella tomba di un faraone egizio: i semi, vecchi di 4.000 anni, miracolosamente germogliarono e una parte del raccolto venne messo in commercio con il nome di "grano del faraone Tut". Dal Triticum turanicum si produce la farina Kamut, il cui nome tuttavia non è (come erroneamente viene considerato) un sinonimo di grano turanicum: Kamut è solo il nome commerciale del frumento Triticum turgidum spp. turanicum, coltivato dall'omonima multinazionale americana, sul cui prezzo di mercato gravano numerose imposte.

Anche il nostro Paese sta rapidamente emergendo per quanto riguarda la coltivazione biologica e la raccolta del grano Khorasan: il consorzio agricolo Agribosco infatti si è concentrato sulla produzione a basso prezzo di Triticum turanicum, che viene proposto al consumatore con un prezzo finale che non prevede l'aggiunta di royalties o tasse sul nome commerciale. La stessa azienda agricola propone farina di Triticum turanicum e anche pasta di varie tipologie prodotta con questa specie di frumento, rigorosamente biologica. Inoltre, da circa 15 anni il Centro di ricerca per la cerealicoltura di Foggia ha avviato un progetto per la selezione di linee di Triticum turanicum particolarmente promettenti in quanto a taglia, precocità e produttività. L'Italia si è quindi vantaggiosamente inserita nel mercato dei cereali con un prodotto di tendenza, di elevata purezza e del tutto identico (se non migliore) al Triticum turanicum prodotto in tutto il mondo.

Le piante di grano Khorasan possono raggiungere altezze elevate, fino a 2 metri. I chicchi sono particolarmente allungati e di colore bruno o ambrato; come il farro, anche il Triticum turanicum cresce in terreni aridi e resiste egregiamente alle intemperie e ai parassiti, quindi non necessita dell'utilizzo di fertilizzanti o pesticidi.
Studi effettuati sul Triticum turanicum dimostrano le sue superiori qualità e proprietà, rispetto al frumento comune. Il grano Khorasan contiene numerosi microelementi, proteine e vitamine. In particolare, presenta numerose vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6), magnesio, potassio, manganese. Rispetto al grano comune, presenta livelli maggiori di zinco, vitamina E, calcio, ferro, fosforo e potassio; anche i livelli di amminoacidi sono decisamente maggiori.

Tuttavia, anche il grano Khorasan deriva dal grano duro, quindi dal punto di vista allergenico è simile al grano e contiene glutine: a differenza di ciò che comunemente si crede, non è un alimento adatto ai celiaci. Contiene elevati livelli di proteine e quindi si utilizza nella preparazione di pasta alimentare e pilaf turco, da consumare in minestre e insalate.
Nonostante derivi semplicemente da una varietà persiana di grano, questa farina particolarmente ricca ha molto successo nell'alimentazione vegetariana e vegana. In commercio sono disponibili numerosi prodotti a base di grano Khorasan: preparati da forno, preparati per industria dolciaria, varietà di pasta alimentare. Non solo la farina di Triticum turanicum è ampiamente sfruttata, ma anche il chicco si presta bene in diverse preparazioni: può essere bollito dopo essere stato ammorbidito in acqua per qualche ora, oppure può essere impiegato nella preparazione di un latte vegetale.



 

Il Farro Dicoccum, il cereale preferito dagli antichi romani

Il farro dicoccum, detto anche farro medio oppure emmer, è una specie di cereale strettamente imparentato con il grano; appartiene alla specie triticum, chiamato comunemente farro. Il farro dicoccum è una delle prime otto piante rese coltivabili dall'uomo, soprattutto perché non è un cereale esigente: il farro infatti è in grado di crescere rigoglioso anche in terreni poveri di elementi e a diverse latitudini. Viene seminato in autunno su terreno preparato senza uso di diserbanti, concimi o fitofarmaci. La pianta del farro dicoccum, infatti, è molto resistente e robusta: non soffre il freddo, si ammala raramente e ancora più raramente viene attaccata da infestanti. Dopo essere stato raccolto, il farro non ammuffisce e può essere conservato per anni.

Il farro dicoccum è una specie di cereale molto antica. Cenni della sua coltivazione si ritrovano nella Bibbia: era conosciuto e coltivato nell'antico Egitto e il profeta Ezechiele lo utilizzava per preparare il pane. Numerosi autori dell'epoca romana nominano il farro dicoccum come ingrediente del pane di farro, che nella Roma Antica veniva preparato dalle coppie di novelli sposi che si univano in matrimonio (rito del cumfarreatio).
Il farro, in passato, rappresentava un ingrediente essenziale nella dieta mediterranea, orientale e nordafricana, soprattutto nella cucina povera. Oltre a venire consegnato come paga ai legionari romani, era utilizzato nella preparazione del puls, il piatto dell'epoca più conosciuto a Roma.

Attualmente, il farro non è più consumato come un tempo, a causa dell'avvento di altre varietà di cereali dalla resa maggiore. In Italia, tuttavia, il farro dicoccum è una cultivar tipica dell'appennino umbro: dal sapore rustico, diverse aziende agrarie si sono specializzate nella sua coltivazione, ottenendo un prodotto estremamente raffinato dalle proprietà dietetiche che vengono gradualmente riscoperte. La coltivazione del Triticum dicoccum è oggi un'attività di nicchia, svolta principalmente da aziende che attuano un'agricoltura biologica, come il consorzio agrario Agribosco: dalla semina, fino alla vendita del prodotto finito, l'azienda garantisce l'osservanza di uno stretto disciplinare, certificando tracciabilità e bio-sostenibilità dell'alimento.

Il farro viene raccolto a fine estate, più tardivamente rispetto al grano, ma utilizzando le stesse macchine per la trebbiatura. Rispetto ad altre specie di cereali, il farro dicoccum presenta una particolarità: dopo la trebbiatura, il seme possiede ancora la glumette, ovvero l'involucro che protegge il seme. Per questo motivo il farro deve essere ulteriormente lavorato per rimuovere la glumette, attraverso un passaggio detto decorticazione. Il farlo perlato invece, cioè il farro privo della corticatura esterna, si ottiene attraverso il processo di brillatura (o perlatura). Oltre ad avere un sapore meno grezzo del farro decorticato, ha un colore più chiaro e cuoce in tempi inferiori (20 minuti senza pre-ammollo).

Il farro trova vasto impiego in cucina e nell'industria alimentare, specialmente nel settore dolciario. Con la farina di farro dicoccum si produce un pane integrale molto aromatico, senza il tipico sapore di crusca, per certi aspetti simile al pane bianco. In cucina, soprattutto il farro perlato è adatto alla preparazione della pasta alimentare integrale, oppure come ingredienti di saporite minestre, risotti e insalate.



(Nelle foto nostra coltivazione di Triticum dicoccum Helvillum in Sigillo 
(PG))


ORZO CON ZUCCHINE E FIORI DI ZUCCA

Buona Sera!!

Se non avete idee per la cena.... eccomi qua!!
Vi propongo un ottimo piatto per finire la giornata dopo questo caldo stremante!!
Facile, ma soprattutto.... pronto in 10 minuti!

Orzo con Zucchine e fiori di Zucca

Ingrendienti:

1 bustina di Orzo Perlato pronto in 10 minuti Agribosco
200g di Zucchine 
300g di fiori di Zucca 
1/2 Cipolla
1 bicchiere di Vino bianco
Qualche foglia di basilico
Olio q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b.

Preparazione:

Versare il contenuto della bustina in una pentola di acqua bollente. Passati 10 minuti scolatelo e lasciate raffreddare. Ora per il condimento: sciacquate le zucchine, spuntatele e tagliatele a dadini medio/piccoli. Pulite i fiori di zucca eliminando il pistillo all'interno, quindi metteteli in ammollo per lavarli, successivamente asciugateli con della carta assorbente. Tagliateli finemente.
In una pentola molto larga mettete un filo d'olio, aggiungete la cipolla tagliata finemente, fatela soffriggere fino alla doratura. Ora aggiungete le zucchine facendole cuocere a fuoco medio. 
Appena le zucchine cominceranno a intenerirsi unire il basilico, fate saltare per qualche secondo a fuoco vivo. Subito dopo aggiungere i fiori di zucca. Lasciar cuocere fino a che i fiori di zucca non risulteranno teneri. Dunque aggiungere al composto l'orzo cotto precedentemente. Lasciate insaporire il tutto per qualche minuto.
Aggiungete il vino bianco e fatelo sfumare, mescolando di tanto in tanto. Evaporato il vino, aggiustatelo di sale e servitelo con un filo d'olio ed una foglia di basilico fresca.

Più lungo da spiegare che da preparare Emoticon smile

Buon appetito!!